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Mangiarsi le unghie: abitudine, vizio o disagio?

L'onicofagia si manifesta in situazioni diverse ed è legata a bisogno psicologici individuali


Mangiarsi le unghie

Un brutto vizio

L'atto di mangiarsi le unghie si chiama, in termini medici, onicofagia. La parola deriva dal greco "onyx", unghia e "phagein", mangiare. Gli esperti affermano che, per chi ne soffre, sia un modo per scaricare lo stress. C'è chi lo fa per dominare l'ansia, chi senza nemmeno rendersene conto, chi per controllare l'aggressività con gesti autolesionistici e chi per esprimere un bisogno di attenzione.

L'abitudine di mangiarsi le unghie è molto diffusa e chi ne è vittima spesso non riesce a smettere nemmeno con tutta la sua determinazione. Accanto all'opinione comune che vuole l'onicofagia essere tipica dei momenti di stress e di ansia, è curioso constatare che molto spesso è vero anche l'opposto: gli onicofagici agiscono specialmente durante momenti fermi, di non azione, dove è la loro mente a voler essere esercitata, lo fanno preferibilmente quando sono soli, assorti nei propri pensieri, annoiati, o semplicemente quando sentono il bisogno di fare qualcosa con le proprie mani. Alcune statistiche indicano che almeno il 5% della popolazione ha questa abitudine, che comincia in età prescolare. Capita infatti, spesso, di vedere bambini e adolescenti con le mani in bocca. Questa abitudine, che molti credono un vizio, è in realtà la manifestazione visiva di un disagio sviluppato nell'ambito familiare, che può andare dalla banale nascita di un fratellino che sembra assorbire le cure dei genitori ad una situazione più grave come continui litigi, ad esempio, ai quali il bambino è costretto suo malgrado ad assistere. In definitiva, mangiarsi le unghie è un modo dei piccoli per far capire ai genitori che vogliono attenzione. L'onicofagia si manifesta, infatti, nei momenti in cui ci si trova in situazioni che mettono a disagio o pongono il bimbo davanti a situazioni particolarmente stressanti. Solitamente si risolve da sé, appena l'evento che l'ha provocata scompare, salvo, magari, riapparire alla prossima situazione stressante. Ecco perché, in generale, non serve portare il bambino da uno specialista; altro discorso è, invece, se l'abitudine di mangiare le unghie provoca danni alle dita. Allora è necessario ricorrere allo psicologo infantile per capire da cosa dipende tutta l'aggressività e l'autolesionismo di questi atti.

L'onicofagia può anche causare alcuni problemi di salute, come provocare il trasporto nella bocca dei germi che si trovano sotto la superficie dell'unghia. Una lunga abitudine a rosicchiarsi le unghie può anche intaccare gli incisivi, promuovendo la comparsa delle carie. Un onicofagico può essere inoltre tentato di mangiare non soltanto le unghie, ma anche la pelle e le cuticole circostanti, causando il trasferimento di microbi ed infezioni virali dalla bocca alle dita.

Il primo passo per eliminare questo vizio è capire cosa lo provoca e in che momenti della giornata avviene. Quando infatti si sarà individuata la causa, quasi senza rendersene conto, si potrà iniziare a smettere di mangiarsi le unghie.

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