Gli sport estremi più diffusi e praticati dal popolo italiano sono il “bungee jumping”, il “rafting” e il “kite surf”
Rafting
Attraverso gli sport estremi l'uomo si mette alla prova sfidando apertamente la natura e i propri stessi limiti. L'individuo impegnato nella pratica di uno sport estremo, infatti, fa affidamento sulle proprie capacità e mette a repentaglio la sua incolumità per sfidare se stesso e la natura.
Gli sport estremi oggi più praticati dalla gente comune che vuole assaporare l'avventura ed il brivido del no limits sono di sicuro il "bungee jumping", il "rafting" e il moderno "kite surf".
Nel "bungee jumping", sport estremo tra i più conosciuti e diffusi, il praticante si lancia da un luogo posto ad altezza ragguardevole, come un ponte o una gru, dopo essere stato imbracato con una corda elastica la cui estremità è fissata al corpo della persona che si lancia (in genere alle caviglie) e l'altra al punto da cui avviene il lancio. Il lancio si svolge da una pedana opportunamente fissata alla zona di lancio (ponte o gru che sia) dove si è seguiti dal personale che spinge al lancio tramite countdown. Di norma ci si deve sporgere in avanti, con la faccia rivolta verso la caduta e le braccia aperte. Il "salto nel vuoto" è solitamente non inferiore ai 120 metri di altezza.
Fra le discipline no limits da eseguire in montagna si segnala il "rafting", cioè la discesa in gommone tra le rapide di un fiume. L'equipaggio, costituito da 4-8 persone, governa l'imbarcazione tra le rapide con l'ausilio delle pagaie. Le discese sono sempre accompagnate dalle guide che, oltre a salvaguardare la sicurezza delle persone, sono a conoscenza dei luoghi più belli dove praticare questo sport. Una guida manovra il gommone e coordina il gruppo nelle manovre sul fiume, in questo modo anche i principianti possono affrontare le rapide più impegnative sin dalla prima volta in totale sicurezza.
Il "kite surf", infine, è uno degli ultimi nati nella famiglia degli sport estremi; è il figlio naturale del surf, come tutti gli sport della tavola sul mare, cui è stato aggiunto un' aquilone che traina il surfer sfruttando la forza del vento, forza che riesce a far raggiungere al surfer notevoli velocità e che gli consente di esibirsi in acrobazie mozzafiato.
Per i neofiti del "kite surf", a differenza degli altri sport sopra menzionati, non sarà sufficiente dotarsi dell'attrezzatura necessaria per iniziare a praticarlo, bisogna sottolineare, infatti, che questo sport resta una disciplina potenzialmente rischiosa, è doveroso quindi apprendere in maniera graduale l'uso dell'attrezzatura attraverso una pratica progressiva, meglio se affiancati da un bravo istruttore.